Come invecchiare felici

Il passaggio dall’età adulta alla vecchiaia è al giorno d’oggi più sfumato e graduale che nel passato, a causa dell’aumento della durata media della vita e del prolungamento dell’età lavorativa. Oltre al noto deterioramento fisico, dal punto di vista psicologico e sociologico, durante l’invecchiamento avvengono alcuni cambiamenti importanti, quali:

  • L’uscita dai contesti produttivi e l’ingresso in quelli assistenziali e sanitari;
  • Il pensionamento, che porta molto tempo libero che spesso l’anziano non sa come occupare, accanto alle difficoltà economiche causate delle basse pensioni;
  • La riduzione della rete sociale dell’anziano, a causa di malattie o perdita di amici e parenti;
  • Il cambiamento nei processi mnestici: l’anziano si ricorda meglio gli eventi della giovinezza piuttosto di quelli attuali (questo è un effetto sia del deterioramento fisico, sia del progressivo distacco emotivo verso le esperienze attuali);
  • La riduzione delle funzionalità percettive, di attenzione e di memoria;
  • Un generale rallentamento nella velocità di esecuzione di movimenti e dei compiti.

Secondo lo psicologo E. Erikson la fase dell’invecchiamento e’ caratterizzata dal dilemma psicosociale fra i due poli integrità del Sé/disperazione. In questa fase infatti, diminuisce la progettualità a favore di riflessioni sul passato ed il tentativo di fare un bilancio della propria esistenza. Idealmente si è raggiunta l’integrità del Sé, che comporta l’accettazione dei limiti della vita, la soddisfazione per quanto si è vissuto ed il senso di far parte di una storia più ampia che comprende le generazioni precedenti e future. L’antitesi all’integrità è la disperazione, cioè il rimpianto per quanto si è fatto o quanto non si è fatto nella vita, la paura dell’avvicinarsi della morte e il disprezzo verso se stessi.

Nella terza eta’ si possono verificare diverse manifestazioni psicopatologiche, quali sintomi ansiosi, depressivi e disturbi neurocognitivi. Gli stati depressivi in particolare spesso rischiano di non essere diagnosticati perché la loro semiologia è atipica. A volte viene confusa con manifestazioni di tipo demenziale oppure sono mascherati da disturbi somatici. Queste forme di depressione si manifestano spesso con segni di stanchezza, disturbi del sonno, paura dell’abbandono, sentimenti di insicurezza, che alimentano comportamenti regressivi o si accompagnano ad angoscia e aggressività.

Lo studio longitudinale Seattle Longitudinal Study diede il via al rinnovamento nella ricerca sull’invecchiamento, sviluppando modelli di studio dell’invecchiamento inteso come processo di cambiamento, una tappa dello life span. Secondo gli autori, nonostante l’invecchiamento sia caratterizzato da perdita e compromissione di alcune abilità cognitive, esistono meccanismi di compensazione e ottimizzazione che permettono un successfull aging (Salthouse), in cui alcune abilità sono non solo conservate ma anche potenziate. A questo proposito vediamo insieme cosa ci dice il modello SOC di Baltes.

MODELLO SOC (selezione, ottimizzazione e compensazione)

Secondo Baltes proprio nelle condizioni di perdita o di limitazione una persona impara nuove strategie di progresso o di controllo delle perdite. Un buon invecchiamento allora non consiste nella negazione e nel rifiuto del declino fisico, che è inevitabile, ma nella capacità di controllarlo e compensarlo sul piano cognitivo e emotivo attraverso un chiaro esame di realtà. Baltes formula la sua teoria sulle condizioni psicologiche necessarie ad una cultura positiva della vecchiaia attraverso sette formule che sono i risultati della più recente ricerca sull’invecchiamento:

  • Il corso dell’invecchiamento è eterogeneo;
  • L’invecchiamento normale è diverso da quello patologico: l’invecchiamento comporta una maggiore vulnerabilità, ma è patologico solo quando subentrano malattie gravi e invalidanti;
  • Nell’invecchiamento molte capacità sono di riserva e possono essere sviluppate se necessari;
  • Con l’eta i meccanismi fluidi della mente evidenziano un decadimento ma…;
  • Conoscenza e pratica cognitiva arricchiscono la mente anziana e possono compensare le perdite: è dimostrato ad esempio che la pratica di giochi enigmistici e matematici, l’utilizzo del computer e l’esercizio attraverso mental training, lo studio delle lingue straniere sono estremamente efficaci per ridurre il decadimento cognitivo dell’anziano;
  • La bilancia tra guadagni e perdite con gli anni diventa meno positiva o decisamente negativa: in altre parole l’invecchiamento implica la capacità di accettare le nuove condizioni spesso svantaggiose per l’individuo anziano;
  • Il Sé nell’invecchiamento costituisce il nucleo psichico più forte e più stabile al quale aggrapparsi per garantirsi l’integrità: l’autostima, il senso del proprio valore e della propria identità, se non subentrano patologie degenerative come la demenza, rimangono stabili nella vecchiaia e aiutano la persona a superare le numerose perdite a cui deve far fronte.

Baltes individua la seguente strategia per padroneggiare il proprio processo d’invecchiamento:

  • SELEZIONE: ridurre lo spettro di attività concentrandosi sugli ambiti che si vogliono preservare il più a lungo possibile;
  • OTTIMIZZAZIONE: ottimizzare l’uso delle proprie risorse;
  • COMPENSAZIONE: sostituzione le risorse perdute con strategie nuove o aiuti esterni.

Il pianista Rubistein, morto oltre i 90 anni, notava che per gestire la riduzione di forze e di abilità prodottesi con la vecchiaia, aveva dovuto ridurre l’ampiezza del repertorio pianistico e suonare meno pezzi (selezione), concentrando i suoi sforzi nell’eseguire perfettamente alcuni pezzi (ottimizzazione). Doveva inoltre usare alcuni trucchi come: per esempio in un concerto, quando doveva usare dei pezzi di musica veloce, egli eseguiva più lentamente i pezzi lenti, in modo da dare il senso della velocità al pezzo più veloce (compensazione).

Un sostegno psicologico può aiutare ad affrontare l’invecchiamento con più positività, costruendo insieme allo psicologo nuovi modi di combattere e superare le sfide di questa fase della vita. CONTATTAMI per avere ulteriori informazioni.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.