Sostegno all’adozione

“C’erano due donne che non si erano mai conosciute.
Una non la ricordi, l’altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita, la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno d’amore, la seconda era lì per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità, l’altra il nome.
Una il seme della crescita, l’altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni, l’altra ha calmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso, l’altra ha asciugato le tue lacrime.
Una ti ha lasciato, era tutto quello che poteva fare.
L’altra pregava per un bambino e il Signore l’ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda: eredità o ambiente,
da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due.
Solo da due diversi amori.”

(Madre Teresa di Calcutta)

 

L’adozione è un processo complesso che implica essenzialmente tre sistemi: i genitori adottivi, il bambino adottato, la famiglia biologica del bambino (presente psicologicamente seppur assente fisicamente). Le coppie che arrivano all’adozione, hanno spesso affrontato prima un percorso lungo e tortuoso, attraversando magari una diagnosi di infertilità, diversi tentativi di procreazione medicalmente assistita, un approfondito studio di coppia da parte dell’équipe adozioni o del consultorio competente, una lunga attesa prima dell’effettivo abbinamento col bambino e, nel caso dell’adozione internazionale, i viaggi nel paese d’origine del bambino ed ulteriori attese. Appare ovvio che al raggiungimento del tanto agognato arrivo del bambino in famiglia la coppia sia piena di aspettative, che vengono però spesso disattese dallo scontrarsi con il bambino reale, diverso da quello immaginato. Dall’altra parte abbiamo il bambino, che spesso ha attraversato una storia ancora più travagliata e sicuramente più drammatica dei genitori adottivi. Il bambino si porta con sé tutta una serie di ricordi e spesso veri e propri traumi, con i quali dovrà fare i conti in diversi momenti della sua vita.

Il sostegno psicologico all’adozione si puo articolare in tre tipi di servizi diversi:

1. SOSTEGNO PSICOLOGICO ALLA GENITORIALITÁ ADOTTIVA

Generalmente il consultorio o l’équipe adozioni forniscono un sostegno alla genitorialitá per circa uno/due anni in seguito all’arrivo del bambino. Tuttavia tale sostegno è spesso finalizzato alla raccolta dati per la stesura delle relazioni per il Paese d’origine del bambino, lasciando poco spazio all’effettivo supporto alla coppia. Inoltre, la coppia può sentirsi a disagio nell’esplicitare le proprie difficoltà con gli operatori che sono stati anche i responsabili della valutazione della loro idoneità. La coppia potrebbe pertanto preferire un aiuto esterno, in grado di sostenerli senza giudicarli nella propria funzione genitoriale. Infine, spesso le difficoltà appaiono ben dopo gli uno/due anni di sostegno, per esempio in occasione dell’ingresso a scuola oppure con l’adolescenza del figlio, quando la famiglia è ormai da molto tempo estranea ai servizi pubblici.

Le tematiche sulle quali si incentra il sostegno alla genitorialitá nel mio studio possono per esempio riguardare eventuali difficoltà relazionali con il figlio, come parlare al figlio della sua adozione, come sostenerlo nell’adattamento alla nuova famiglia e come accompagnarlo nel processo di rielaborazione della propria storia e costruzione della propria identità.

2. SOSTEGNO PSICOLOGICO ALLA FAMIGLIA ADOTTIVA

La famiglia adottiva, cosí come qualsiasi altra famiglia, può trovarsi ad affrontare momenti di difficoltà e tensione. Nella famiglia adottiva vi è tuttavia la complessità ulteriore dell’assenza del legame biologico fra i suoi membri, che può portare a discussioni più forti ed accese, soprattutto con i ragazzi che si affacciano all’adolescenza (Non sono rare le classiche espressioni quali “Non puoi dirmi cosa fare, tanto tu non sei la mia vera mamma!” ,”Il mio vero papà mi lascerebbe!” e simili). La famiglia può necessitare di un aiuto per riuscire a comunicare in maniera più efficace, comprendersi meglio e trovare insieme nuovi compromessi.

Per offrire un sostegno efficace, è tuttavia necessario che il professionista a cui si rivolge la famiglia sia in grado di comprendere la specificità della sua organizzazione, della sua storia e del suo passato, tenendo sempre a mente i tre sistemi che necessariamente fanno parte di una famiglia adottiva.

3. SOSTEGNO PSICOLOGICO AL RAGAZZO O ALL’ADULTO ADOTTATO

Il ragazzo adottato sente spesso in adolescenza o all’inizio dell’età adulta la necessità di rielaborare la propria storia, come parte del processo di costruzione della propria identità. Ciò può essere difficile da fare con i propri genitori adottivi, in parte a causa di possibili conflitti di lealtà sperimentati da questi ragazzi ed in parte perché i genitori adottivi sono troppo emotivamente coinvolti nella storia per poterne dare una lettura oggettiva. Un professionista esterno può invece supportare il giovane in questo processo, fornendogli uno spazio dove poter riflettere su di sé, i propri vissuti e le proprie emozioni liberamente, sentendosi accolto e non giudicato.

Un altro momento complesso nel corso della vita di una persona adottata, nel quale può essere utile il sostegno di uno psicologo, è la ricerca della propria famiglia biologica. Tornare a fare i conti con la propria storia ed arrivare magari a rivedere i propri genitori oppure i propri fratelli biologici dopo molti anni può avere una risonanza emotiva molto forte ed attivare dubbi e paure. Lo psicologo accompagna la persona attraverso questi momenti, consentendole di tracciare una continuità fra il proprio passato ed il proprio presente ed offrendole un luogo sicuro dove poter rielaborare ciò che sente e ciò che vive.

La propria storia adottiva assume inoltre particolare significatività nel momento in cui si diventa genitori: la genitorialitá porta infatti a fare i conti nuovamente con l’abbandono e la perdita dei propri genitori biologici, così come induce a riflettere su quale tipo di genitore si vorrà diventare. Lo psicologo può sostenere l’adottato in questo importante cambiamento del suo ciclo di vita e può anche accompagnarlo nel capire come parlare della propria adozione ai suoi figli.

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N.B.Per il sostegno psicologico a minori adottati è necessaria l’autorizzazione di entrambi i genitori adottivi o di chi ne fa le veci. 

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